lunedì 31 agosto 2015

LIBERO DI MUOVERSI

Durante la mia esperienza di tirocinio all'interno di un asilo nido, ho potuto notare come, specialmente nei momenti di gioco libero, i bambini esprimessero con forza il bisogno di muoversi, di correre, saltare, rotolare..
Da qui la riflessione sull'importanza del corpo e del movimento per lo sviluppo complessivo della persona.


Essi permettono infatti il primo contatto con la realtà esterna, quindi con l’ambiente e con le persone, rappresentando la prima modalità attraverso cui il bambino ha la possibilità di esprimersi, di comunicare i propri bisogni e desideri.
È proprio attraverso il movimento che il bambino ha la possibilità di relazionarsi e di porre le basi su cui si fonderà la sua sicurezza affettiva, ma non solo, esso influenzerà anche la costruzione di una positiva identità personale.
Ecco perchè è importante lasciare il bambino libero di muoversi, costringerlo a star fermo rappresenterebbe un vero e proprio atto di crudeltà.

giovedì 27 agosto 2015

IL BAMBINO COME SOGGETTO ATTIVO

Fondamentale è considerare il bambino come soggetti attivo, come protagonista del suo percorso di crescita.
Questo perchè i bambino non sono scatole vuote da riempire con informazioni da noi adulti, non devono essere considerati come soggetti passivi.



I bambini sono e devono essere considerati come attori partecipi della loro vita, con una propria originalità.
Bisogna dunque lasciare libero il bambino di fare le proprie esperienze, di sperimentare, di sbagliare, di scoprire, di esplorare.
L'adulto in quest'ottica, può agire indirettamente sull'ambiente, organizzandolo in modo che il piccolo abbia la possibilità di esperire la realtà in maniera autonoma, senza rischi però per la sua sicurezza.

giovedì 16 luglio 2015

KORCZAK E DIRITTI DEI BAMBINI

 Janusz Korczak (Varsavia 1878 - Treblinka 1942) viene definito da Bruno Bettelheim "uno dei più grandi educatori di tutti i tempi".
Per tutta la vita egli infatti si battè per i loro diritti, per il rispetto della loro integrità e unicità.
Tra i suoi numerosi scritti, opera fondamentale è "Il diritto dei bambini al rispetto", che rappresenta una vera e propria carta dei diritti del bambino. Consiglio a tutti di leggere in quanto offre prospettive di riflessione nuove. Consiglio vivamente anche la visione del film, molto toccante, il cui titolo è: "Dottor Korczak".


Fra i diversi pensieri raccolti nei suoi libri, penso che ve ne sia uno fortemente emblematico, che aiuta genitori ed educatori a ricordarsi e a non sottovalutare l'inestimabile ricchezza e valore che i nostri bambini portano con sè.

"Voi mi dite: "Siamo stanchi di stare con i bambini".
Avete ragione.
E dite ancora: "Perchè dobbiamo abbassarci al loro livello. Abbassarci, chinarci, piegarci, raggomitolarci".
Vi sbagliate, non questo ci affatica,
ma il doverci arrampicare fino ai loro sentimenti.
Arrampicarci, allungarci, alzarci in punta di piedi, innalzarci.
Per non ferirli."


venerdì 12 giugno 2015

LE NANNE AL NIDO

Il momento delle nanne deve essere vissuto dal bambino in un clima rilassante, piacevole e se possibile famigliare, che infonda dunque sicurezza.
Le educatrici cercano di perseguire tali obiettivi mediante diverse strategie, fra queste l'utilizzo della musica di sottofondo oppure la narrazione di racconti.
Ogni bambino ha le proprie abitudini, i propri ritmi, i proprio rituali: ad alcuni infatti è necessario il contatto fisico, per altri è sufficiente il proprio oggetto transizionale.




Altrettanto importante è il momento del risveglio, in cui si deve cercare il più possibile di rispettare quelle che sono le esigenze di ogni bambino per riprendere il contatto con la realtà.

mercoledì 10 giugno 2015

IL CAMBIO AL NIDO

Il momento del cambio ha un ruolo molto importante per la costruzione della relazione fra educatrice e bambino.
Esso ha una forte componente affettiva e comunicativa, in quanto rappresenta un atto di cura individualizzato che passa attraverso il contatto fisico.


Attraverso questi momenti poi il bambino inizia a prendere consapevolezza del proprio corpo.
Dal punto di vista educativo è importante accompagnare il bambino verso l'autonomia e dunque verso un'importante conquista, quale è il controllo sfinterico.
E' fondamentale rispettare in questo i tempi e i ritmi di ciascun bambino, non anticipando le diverse tappe.


sabato 6 giugno 2015

IL PRANZO AL NIDO

Il pranzo al nido rappresenta un momento molto importante, in quanto i bambini (in particolari i grandi) hanno la possibilità di relazionarsi fra loro: stupefacenti sono i racconti che possono nascere in questo frangente!


Oltre a favorire le interazioni fra pari, permette inoltre di lavorare molto sull'autonomia.
Fin con i lattanti si inizia questo graduale processo, in cui ai bambini viene lasciate la possibilità di sperimentare (anche sporcandosi) per riuscire piano piano a mangiare e bere da soli.
Tale conquista rappresenta per loro motivo di soddisfazione e dunque di piacere.
Inoltre durante il pranzo (ma anche durante la merenda) iniziando ad impadronirsi delle principali regole legate allo stare a tavola, fra cui la posizione adeguata da tenere e l'igiene sia in relazione alle mani che ai dentini.

mercoledì 3 giugno 2015

I MOMENTI DI CURA

I momenti di cura, o routine, sono al nido essenziali per il benessere del bambino.
Infatti il momento della pappa, delle nanne e del cambio rappresentano avvenimenti stabili, che si ripresentano ogni giorno, scandendo la giornata all'asilo nido.


Sono fondamentali, e questo è risultato evidente nella pratica di tutti i giorni durante il tirocinio, per creare un legame di fiducia con il bambino.
Attraverso di essi noi educatrici rispondiamo ai bisogni primari dei piccoli, creando un legame relazionale significativo.
Le attività di cura sono importanti per li sviluppo sia emozionale che cognitivo del bambino, in quanto attraverso di essi i piccoli iniziano ad avvicinarsi alle unità temporali del prima e del dopo.
Dunque è fondamentale prestare il tempo necessario a questi momenti, senza farsi pressare da ansia e fretta che spesso sono frutto delle rigide tempistiche imposte dagli adulti, ma che non rispettano le necessità dei bambini.